Consenso informato: un obbligo per tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie
- 27 set 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 23 apr
Il consenso informato non è solo un modulo da firmare, ma un vero e proprio diritto del paziente e un dovere della struttura. La Legge 219/2017 stabilisce infatti che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e consapevole della persona assistita.
Questo vale per tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie, siano esse private o private accreditate con il SSN.
Cosa significa in pratica?
Il paziente deve ricevere informazioni chiare, complete e comprensibili su diagnosi, benefici e rischi del trattamento, alternative possibili e conseguenze di un eventuale rifiuto.
Il consenso deve essere personale, libero e documentato (per iscritto o con modalità equivalenti).
La struttura deve predisporre procedure e modelli di consenso informato adeguati alle prestazioni erogate.
La comunicazione deve essere parte integrante della relazione di cura, non un atto burocratico.
Perché è importante per le strutture
È un obbligo di legge: la mancata acquisizione del consenso può avere conseguenze legali.
È un tutela per il paziente: garantisce il diritto all’autodeterminazione (Legge 219/2017).
È un tutela per i professionisti e per la struttura: dimostra che l’informazione è stata fornita correttamente.
In sintesi, il consenso informato è uno strumento essenziale di sicurezza delle cure e gestione del rischio clinico, oltre che un diritto irrinunciabile del paziente.




Commenti